Testudo marginata

Testudo marginata (Schoepff 1793)

Marginated Tortoise

Specie: Testudo marginata.

Sottospecie: no.

Alimentazione: vegetariana.

Habitat naturale: macchia mediterranea.

Letargo: si.

Dimensioni: medie, intorno ai 30 cm, fino a casi più rari di 50 cm.

Legislazione: Appendice II CITES, Allegato A.

Note: è la specie più grande all’interno del genere Testudo.

  

Mappa di distribuzione

Specie originaria della Grecia, dove è distribuita un po’ ovunque, il suo areale comprende una parte dell’Albania meridionale. E’ stata introdotta dall’uomo in Sardegna, dove è da considerarsi specie naturalizzata. Le prime introduzioni di Testudo marginata in Italia si fanno risalire ai Fenici, ai Greci e agli Etruschi precedentemente l’Impero Romano, e anche se non si hanno certezze in merito, si ipotizza che le testuggini venissero spostate per fini alimentari; ma ciò non sarebbe sufficiente a spiegare come mai la scelta si sia limitata quasi esclusivamente alla specie Testudo marginata, e questa sia attualmente presente all’interno del territorio italiano solo in Sardegna. Ma la mancanza di reperti fossili porta comunque alla conclusione che la specie si trovi sull’isola per mano dell’uomo. Il carapace, di forma allungata, è di colore scuro tendente al nero, con parti più chiare al centro di ogni scuto vertebrale e laterale, di color sabbia o giallo chiaro. Gli scuti marginali sono più chiari e su ognuno di essi vi è una macchia scura di forma triangolare (con la punta rivolta verso l’alto), meno evidente nella parte posteriore del carapace, dove gli scuti marginali si allargano verso l’esterno formando il cosiddetto “gonnellino”, tipico di questa specie. Con l’età adulta, i colori tendono a uniformarsi fino a rendere alcuni esemplari totalmente neri o marrone scuro. Sul piastrone prevalgono colori più chiari come fondo, ma risaltano delle macchie nere di forma triangolare (con la punta rivolta verso il basso) su ognuno degli scuti, anche se maggiormente evidenti sui pettorali, addominali e femorali. I piccoli presentano in generale i disegni degli adulti, ma sono più chiari, non solo sul carapace ma soprattutto sulla testa, coda e zampe, che risultano gialle. Lo scuto sopracaudale è unico, la coda non presenta astuccio corneo, e ai suoi lati possono o meno presentarsi dei tubercoli. Al contrario di quanto sostenuto in passato, è stato verificato geneticamente che questa specie non presenta sottospecie, e la dicitura “Testudo marginata sarda”, rimasta comunemente in uso, serve solo a identificarne l’origine geografica, non avendo alcuna valenza tassonomica. La stessa Testudo weissingeri (Bour 1995), presente in una regione al Sud del Peloponneso, tra Calamata e Areopolis, un tempo considerata una specie a sé stante, è stata ricondotta a sinonimo di Testudo marginata, potendosi considerare più semplicemente una popolazione “nana” di quest’ultima, con esemplari che non superano i 25 cm di carapace. Al contrario delle altre specie del genere Testudo, il dimorfismo sessuale in Testudo marginata non è altrettanto marcato. Maschi e femmine possono raggiungere le stesse dimensioni, il piastrone è concavo nei maschi, ma anche in femmine anziane è possibile notare una leggera concavità. Le differenze principali si riscontrano nella coda, più lunga e grossa nei maschi, e nel “gonnellino” più pronunciato, sempre nei maschi. Rimane in generale una specie difficile da “sessare”, se non si ha a che fare con esemplari pienamente adulti. La stagione riproduttiva inizia in primavera, all’uscita dal letargo. Il rituale di accoppiamento può essere particolarmente aggressivo, con il maschio che insegue la femmina mordendole arti e testa e colpendola con il carapace. La femmina depone 3-10 uova a covata, fino a due o tre covate a stagione. Le uova sono di forma sferica, il periodo di incubazione varia dai due ai tre mesi, a seconda della temperatura. Questa influenza anche il sesso dei nascituri, infatti a temperature più alte si avrà un maggior numero di femmine. In cattività è possibile allevare questa specie insieme a Testudo hermanni, in ampi spazi e con gruppi composti da entrambi i sessi per ognuna specie, riducendo al minimo i problemi che si riscontrerebbero con altre specie dello stesso genere se tenute insieme, ovvero di salute o di ibridazione. Fermo restando che l’ideale rimane l’allevamento individuale per ogni specie, d’altronde anche in natura è raro che gli areali delle diverse specie di Testudo si sovrappongono, e certamente ci sarà un motivo a questo. Trattandosi di animali territoriali, la presenza di specie diverse nel proprio territorio è sufficiente a scatenare reazioni aggressive. Sempre in cattività sono abbastanza comuni i casi di ibridazione con Testudo graeca (e nemmeno questo è mai stato riscontrato in natura), con la quale risulta più vicina geneticamente rispetto a Testudo hermanni. Tali esemplari si caratterizzano per avere il piastrone completamente privo di macchie. Si sconsiglia tale pratica, incentivando la salvaguardia di questi animali anche da un punto di vista di purezza genetica delle diverse specie e sottospecie.