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Chrysemys picta (Schneider, 1783)

Painted Turtle – Testuggine Palustre Dipinta

Specie: Chrysemys picta

Sottospecie: C. p. picta, C. p. bellii, C. p. dorsalis, C. p. marginata.

Distribuzione: Canada, Messico, USA.

Habitat: laghi, fiumi.

Letargo: si.

Dimensioni: piccole, circa 20 cm.

Alimentazione: onnivora.

Legislazione: Allegato B Regolamento CE.

Note: Secondo alcuni autori, dorsalis potrebbe essere una specie a parte.

Tassonomia

La specie è suddivisa in quattro sottospecie: Chrysemys picta picta (Eastern Painted Turtle), Chrysemys picta bellii (Western Painted Turtle), Chrysemys picta dorsalis (Southern Painted Turtle), Chrysemys picta marginata (Midland Painted Turtle). Alcuni studiosi suggeriscono due lignaggi evolutivi nel genere Chrysemys che hanno dato origine a due distinte specie, una nella regione meridionale e l’altra nel resto dell’areale, in tal caso la sottospecie dorsalis andrebbe trattata come specie piena, col nome quindi di Chrysemys dorsalis, lasciando a Chrysemys picta soltanto 3 sottospecie. Altri autori suggeriscono inoltre una origine ibrida per la sottospecie marginata, inizialmente si ipotizzava tra bellii e dorsalis ma questa idea è stata definitivamente scartata; rimane ancora quella che marginata possa essere stata originata da una antica ibridazione tra le sottospecie bellii e picta, come suggerirebbe sia la morfologia che la posizione geografica intermedia. In natura nell’areale di Chrysemys picta ci sono delle zone di intergradazione in cui due sottospecie alla volta possono convivere e ibridarsi, e quelle accertate sono almeno tre, nello specifico è possibile tra bellii e marginata, tra marginata e picta, e tra dorsalis e picta.

Distribuzione e habitat

L’areale della specie è molto vasto, seppur concentrato soprattutto negli USA, comprende parte del Canada meridionale e nel caso della sola sottospecie bellii anche il Messico settentrionale. Senza dover elencare nel dettaglio i numerosi Stati interessati per ogni territorio, come suggeriscono i rispettivi nomi comuni delle sottospecie, ognuna di queste è situata in una porzione geografica a est, a ovest, a sud o al centro dell’intero areale. Vive nei corsi di acqua lenti, fiumi e grandi laghi, con fondali fangosi e ricchi di vegetazione sia sommersa che galleggiante, è possibile avvistarla mentre si crogiola al sole in compagnia di altre specie di tartarughe.

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Descrizione

Di piccole dimensioni, mediamente 20 cm di carapace, ma dipende dalla sottospecie, ad esempio bellii è quella che può raggiungere grandezze maggiori, dorsalis invece rimane leggermente più piccola. Questa caratteristica, più i colori appariscenti, la rendono una delle specie costantemente apprezzate tra gli allevatori. Distinguere le quattro sottospecie è molto semplice, ma paradossalmente è difficile trovare pareri chiari in merito, a causa di troppa disinformazione, ma soprattutto per il fatto che in cattività abbondano esemplari ibridi intraspecifici. Chi alleva questi animali, non sempre si preoccupa di mantenere separate le sottospecie, e spesso chi possiede una determinata tartaruga, non si è mai interrogato sulle caratteristiche morfologiche tipiche che dovrebbe avere (allevare una specie non sempre significa conoscerla) e sfruttando il fatto che davvero alcune di loro si ibridano in natura, la conseguenza è che per ignoranza o per malafede, in cattività sono numerosi gli esemplari dalle caratteristiche ibride, che vengono venduti per puri (il valore economico varia in base alla sottospecie, e gli ibridi intraspecifici solitamente non hanno mercato tra gli appassionati), con il rischio che col passare del tempo si andrà a dimenticare come dovrebbe presentarsi ognuna di quelle sottospecie. Avere esemplari ibridi non è di per sé un problema, anche loro possono apparire esteriormente piacevoli ed ovviamente sono altrettanto degni delle nostre cure, ma se si vuole mantenere gli standard naturali, analizziamo di seguito la morfologia delle sottospecie
di Chrysemys picta (ognuno per piacere personale può preferire ibridi, esemplari puri, o non porsi nemmeno il dubbio, ma l’importante è fare le scelte consapevolmente, per evitare brutte sorprese dopo un acquisto o dopo molti anni al momento della riproduzione). Iniziamo con la più comune e la più colorata, ovvero C. p. bellii: il carapace è di colore verde, con piccole linee gialle irregolari sugli scuti; la testa, anch’essa verdognola è attraversata da molte linee gialle, tra le quali risultano evidenti in particolare due coppie di linee sulla testa, dietro l’occhio e sul capo lungo il collo. Il piastrone è rosso (l’intensità dipende dall’alimentazione e dall’esposizione al sole) e al centro è attraversato da un disegno esteso a macchie nere simmetriche (l’unica tra le sottospecie ad avere questa particolarità); gli scuti marginali dal lato del piastrone sono rossi e neri. Alcuni esemplari in vecchiaia possono mutare i colori per accumulo di melanina, un fenomeno non raro nei maschi di molte specie di Emidini. Passiamo alla sottospecie nominale, C. p. picta: il carapace è di colore scuro, quasi nero, ed è attraversato orizzontalmente da fasce chiare (bianche o gialle) lungo i bordi superiori degli scuti; la testa si caratterizza per avere al posto delle coppie di linee menzionate precedentemente per la sottospecie bellii, delle macchie chiare circolari, che formano quattro “spot” simmetrici (caratteristica peculiare di questa sottospecie); il piastrone è giallo senza macchie; gli scuti marginali dal lato del piastrone sono rossi e neri. C. p. marginata ha caratteristiche intermedie tra le due appena trattate, e presenta una maggiore variabilità, personalmente concordo con l’idea che deriva da una ibridazione tra le sottospecie bellii e picta, ma analizziamo il suo standard più diffuso: il carapace è nero come nella sottospecie nominale, ma le fasce orizzontali più chiare sono assenti o poco accennate; la testa è attraversata da linee come nella sottospecie bellii, ma a volte le quattro linee più evidenti possono avere dei rigonfiamenti (ovvero una via di mezzo tra linee e macchie circolari); il piastrone è giallo (in alcuni piccoli può essere rosso, ma negli adulti sempre giallo) e al centro ha una piccola macchia nera verticale, di forma quasi rettangolare, che diventa sempre meno evidente con la crescita, ma non scompare mai del tutto; gli scuti marginali dal lato del piastrone sono rossi e neri. Infine C. p. dorsalis (o C. dorsalis): la prima caratteristica da menzionare che la differisce dalle altre 3 è la colorazione arancione che sostituisce il rosso nelle tipiche zone del carapace e degli scuti marginali; il carapace è scuro e attraversato dorsalmente da una linea arancione (da questo deriva il nome della specie e la rende immediatamente riconoscibile, ma tale linea deve essere abbastanza spessa, poiché una linea dorsale potrebbe essere presente anche nelle altre sottospecie, ma in quei casi è nettamente più sottile), altre fasce chiare orizzontali possono attraversare orizzontalmente il carapace (come quelle di C. p. picta), ma spunteranno successivamente alla nascita e diventeranno anch’esse arancioni; la testa ha delle linee gialle (simili a quelle di C. p. bellii) che lungo il collo e le zampe sono di colore arancione; il piastrone è giallo senza macchie scure (identica situazione della sottospecie nominale, ma entrambe in casi eccezionali potrebbero avere una piccola macchia scura solo nella parte inferiore e centrale del piastrone, appena visibile nei piccoli, ma negli adulti i piastroni saranno completamente gialli); gli scuti marginali dal lato del piastrone sono arancioni e neri. Possono esserci piccole varianti a questi standard, come è normale che sia in ogni popolazione, ma quando più di una caratteristica non quadra, e ci troviamo in situazioni intermedie tra due o più sottospecie, quasi sempre abbiamo a che fare con ibridi riprodotti in cattività, soprattutto se dalla stessa nidiata nascono esemplari tra loro dissimili.

Alimentazione

Onnivora, ma con preferenza carnivora nei piccoli e erbivora negli adulti. Chrysemys picta si nutre di diversi piccoli animali, vertebrati o invertebrati, piante acquatiche e alghe. Si possono somministrare in cattività insetti, lombrichi, pesci, crostacei e molluschi (preferibilmente di acqua dolce e non marini). In alternativa alle piante acquatiche è possibile offrire vegetali a foglia solitamente consigliati per le testuggini terrestri.

Mantenimento in cattività

Specie di facile gestione, e considerate le sue ridotte dimensioni da adulta, è possibile allevarla in acquario, munito di zona emersa riscaldata per la termoregolazione, e con un substrato scavabile nel caso di femmine adulte che dovranno deporre. La temperatura dell’acqua deve essere di circa 20-25°C e sulla zona emersa di 30°C. E’ preferibile in ogni caso la gestione in un laghetto all’esterno, durante tutto l’anno, per simulare meglio le abitudini naturali. Effettua letargo e non teme le basse temperature, anche se occorre tener conto della sottospecie e del suo specifico areale di origine.

Riproduzione

Il dimorfismo sessuale è quello tipico di molti Emydini del Nord America. Il maschio rimane di dimensioni minori, ha le unghie anteriori molto lunghe, la coda più grande con la cloaca posizionata lontana dalla sua base, la parte anteriore della testa a livello delle narici è più affusolata, sempre nei maschi in confronto alle femmine. Il corteggiamento che precede l’accoppiamento consiste da parte del maschio nel far vibrare, velocemente ma delicatamente, le lunghe unghie anteriori contro il muso della femmina. Questa depone più volte durante la stagione riproduttiva, tra Maggio e Luglio, scavando nella sabbia o nella terra, anche a molti metri di distanza dallo specchio di acqua. La grandezza del nido, delle uova e il loro numero varia in base alla sottospecie e alla dimensione della femmina, da un minimo di 2 uova fino a un massimo di 20. Le uova sono di forma ellittica, porose e flessibili. La durata di incubazione varia da 60 a 70 giorni a una temperatura di 29-30°C. Il sesso dei piccoli dipende dalla temperatura di incubazione, a temperature più alte, come 30-32° costanti nasceranno soltanto femmine, a temperature inferiori a sarà maggiore il numero dei maschi. Sono state stimate due temperature alle quali si avrà una nascita del 50% di entrambi i sessi, a 27,5 e a 20°C. Per mantenere un sufficiente grado di umidità durante l’incubazione artificiale, è consigliabile porre le uova in un substrato di vermiculite bagnata con un rapporto in peso, tra vermiculite e acqua, di 1:1. I piccoli, nelle regioni più fredde, possono passare il primo inverno all’interno del nido, anche in caso di gelate, per uscire in superficie in primavera.

Curiosità

Il colore molto acceso del piastrone di Chrysemys picta, con la presenza soprattutto di tonalità rosse, rappresenta un deterrente per i predatori, poiché tale colore in natura è associato solitamente ad animali tossici o indigesti. Per tale motivo molte specie di tartarughe alla nascita hanno il piastrone rosso, perdendo tale caratteristica crescendo. Nel caso di Chrysemys picta rimane anche negli adulti.

Legislazione

La specie non è in CITES, ma è stata inserita in Allegato B del Regolamento CE 338/97 per controllarne il commercio, ovvero per limitarne la diffusione, evitando così la stessa sorte che è toccata a Trachemys scripta (e le sue sottospecie), ormai classificata come alloctona invasiva e vietata nel territorio Europeo.
Testo di: Enrico Di Girolamo.